RunVirtual è una modalità introdotta in App-V 5.0 che permette di poter lanciare un'applicazione virtuale quando viene lanciata un'applicazione installata localmente sul Client. L'esempio più calzante che mi viene in mente è quello di avere il Flash Player virtualizzato e volerlo lanciare automaticamente quando viene lanciato Internet Explorer, senza necessità di creare un link dedicato oppure un Plugin di Office virtualizzato mentre Office è installato localmente.

Per poter eseguire il RunVirtual basta semplicemente modificare una chiave di registro: HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\AppV\Client\RunVirtual

Supponiamo quindi di aver virtualizzato il FlashPlayer e di averlo distribuito in modalità Global ai nostri computer. Ricaviamo dal package sia il PackageID che il VersionID. Potete farlo in diversi modi, dal client usando la cmdlet Get-AppvClientPackage o dal Management Server visualizzandolo direttamente nella console.

A questo punto nel registro di Windows potete creare una sottochiave chiamata iexplore.exe e una stringa REG_SZ con il valore PackageID_VersionID (notate il simbolo di underscore tra i due valori), come mostrato in figura:

Fatto!

L'unico vincolo è che si può lanciare una sola applicazione alla volta. Se volete lanciare più applicazioni potete creare un Connection Group in cui c'è il FlashPlayer come applicazione principale e poi inserite le altre applicazioni secondarie. In ogni caso tutte le applicazioni devono essere pubblicare a livello Global.

Per automatizzare il tutto potete anche creare una Group Policy Preference che distribuisce automaticamente la chiave di registro sui pc interessati.

Con una semplice chiave di registro possiamo fare interagire un processo o un'applicazione locale con una o più specifiche applicazioni virtuali. Fantastico!

Nic

 

 

E' sempre un piacere leggere questa mail... :-)

MVP2014

Salve Nicola Ferrini,

Complimenti! Siamo lieti di presentarti l'edizione 2014 del Microsoft® MVP Award. Si tratta di un premio destinato ai leader delle comunità tecniche con doti eccezionali che condividono attivamente con altri la straordinaria qualità della propria competenza sul campo. Apprezziamo davvero il tuo incredibile contributo, relativamente a App-V, all’interno delle community tecniche durante lo scorso anno.

Il Microsoft MVP Award ci offre un'opportunità unica per celebrare ed onorare i suoi contributi così significativi e per dirle “Grazie per la sua leadership tecnica".

Mike Hickman
Director Community Engagement
Microsoft

In App-V 5.0 c'è stata una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda i file che vengono generati dal Sequencer. Mentre fino alla versione 4.x veniva generato un unico package con estensione .sft ed un file di configurazione .osd, in App-V 5.0 tutti i settaggi e i file catturati dal Sequencer vengono messi in un file .appv

In più vengono generati altri file con estensione .xml, che saranno oggetto di approfondimento in questo articolo. I Dynamic Configuration file danno la possibilità ai Sequencing Engineer di modificare le configurazioni di un package virtuale dopo il sequencing, per poter configurare in maniera diversa alcune macchine ed alcuni utenti.

In figura vengono mostrati i file generati del Sequencer:

Package
Il file <nome pacchetto>.appv contiene tutto ciò che è stato catturato durante la fase di sequencing (file, collegamenti, chiavi di registro, servizi, ecc...) che l'installazione dell'applicazione ha creato. Il file .appv contiene al suo interno un Manifest file che specifica le policy di deployment. Dopo il sequencing è possibile però modificare alcune configurazioni del package usando il file _DeploymentConfig.xml

Deployment configuration
Un file <nome pacchetto>_DeploymentConfig.xml viene generato per poter configurare sia i computer che i client. E' possibile assegnare solo un file _DeploymentConfig.xml che contiene al suo interno sia una sezione Machine che una sezione User. In questo caso le modifiche apportate saranno valide per tutti gli utenti.

User Configuration
Un file <nome pacchetto>_UserConfig.xml viene generato per poter configurare alcuni utenti in maniera diversa rispetto ad altri, magari cambiando la posizione di alcuni collegamenti oppure lanciando degli script quando viene eseguito il package virtuale. In ogni caso non è possible modificare le proprietà riferite alla macchina.

Per approfondire il contentui dei due file .xml vi rimando ad un ottimo articolo App-V 5: On Dynamic Configuration

Durante l'importazione dal package (sia da console che da powershell) nessuno dei file .xml viene utilizzato. Quando utilizzate la Management Console dell'App-V Server per importare il package, viene solo utilizzata la configurazione contenuta nel Manifest FIle all'interno del file.appv. I due file di configurazione possono però essere aggiunti in seguito, modificando la configurazione per diversi gruppi di Computer o di Utenti, come mostrato in figura:

Se utilizzate invece Powershell dovete definire in fase di importazione del package quale file di configurazione utilizzare, ad esempio:

Add-AppvClientPackage <percorso del pacchetto.appv> - DynamicDeploymentConfiguration <percorso del file nome pacchetto>_DeploymentConfig.xml >

La configurazione non avrà effetto fino a quando non pubblicherete il package con la cmdlet Publish-AppvClientPackage. In questo caso sarà possibile in fase di pubblicazione anche aggiungere la dynamic user configuration con il comando

Publish-AppvClientPackage <nome del pacchetto>  - DynamicUserConfigurationPath <percorso del file nome pacchetto>_UserConfig.xml >

La Dynamic Configuration offre quindi un vantaggio notevole in termini di dinamicità ed illimitate possibilità di personalizzazione del package. Davvero una grande novità!

Nic